Le funi metalliche: conosciamole meglio

Se dovessimo dire quale oggetto sia il primo responsabile della sicurezza di chi opera nel campo dell’industria pesante e dei carichi sospesi, molto probabilmente dovremmo indicare le funi metalliche; è dalla loro resistenza alle sollecitazioni che dipende la vita di migliaia e migliaia di lavoratori, ogni giorno. Un motivo di più, quindi, per sceglierle con la massima cura e serietà; dato che devono essere appropriate al carico di lavoro per il quale le stiamo acquistando, e non farci temere il rischio di rotture improvvise. Quali parametri possono aiutarci a capire se stiamo guardando la fune giusta per noi?

Soprattutto per l’inesperto, in effetti, la massa di dati da considerare può spaventare un po’. Si parte da dati ovvi, come il diametro della fune e il materiale di cui è fatto il nucleo (parametri che, come vedremo, sono ottimi per farci un’idea della robustezza complessiva della fune) ma si passa presto a fattori ben più specifici come grado dell’acciaio impiegato, numero e finitura dei singoli cavi metallici, e direzione dell’intreccio che costituiscono. Tutti insieme, questi parametri danno all’esperto un quadro assolutamente preciso e dettagliato di cosa la fune sia in grado di fare; ma come dicevamo, considerare spessore e materiale del nucleo è spesso sufficiente a fare una prima stima.

Iniziamo dal diametro, che dovremo naturalmente misurare al centro della fune, dove è massimo; questo numero ci dà immediatamente un’idea di quale possa essere la resistenza complessiva di una specifica fune alla pressione. Inoltre, se lo consideriamo insieme al numero di cavi da cui la fune è costituita, ci può anche aiutare a capire quanto risulterà flessibile la fune stessa. Per quanto riguarda il materiale del nucleo, troveremo essenzialmente uno di due tipi, o la fibra, che può essere vegetale o sintetica (solitamente polipropilene) oppure una seconda fune metallica più sottile, intorno alla quale si intrecciano tutte le altre esterne. Per la massima resistenza preferiremo questo secondo genere, le cui prestazioni si dimostrano nettamente superiori.