Smaltimento Eternit: le attrezzature necessarie

Parlare di smaltimento Eternit è ormai inevitabile: la legge richiede che tutti i pannelli isolanti in tale materiale ancora presenti sul territorio e negli stabili vengano definitivamente eliminati o messi in sicurezza, così da evitare i rischi sanitari gravissimi che lo sfaldamento di questo materiale può causare, come l’asbestosi e i tumori ai polmoni. Si tratta però di un’operazione complessa, che richiede sia competenza che specifiche attrezzature, e che non può quindi che risultare un costo significativo. Ma andiamo più nel dettaglio per capire quali siano effettivamente gli equipaggiamenti necessari per procedere in maniera professionale allo smaltimento Eternit in piena sicurezza.

Com’è ovvio, primo elemento da tutelare durante le operazioni di smaltimento Eternit è proprio la salute e la sicurezza degli operatori che se ne occupano: è in questa fase, infatti, che possono sollevarsi ed essere inalate le maggiori quantità di fibre tossiche, e questo rischio è soltanto parzialmente evitabile con l’attenzione e la competenza. Gli operatori devono dunque essere bardati con apposite tute complete, che proteggano interamente il corpo e la testa: è fondamentale, viste le dimensioni microscopiche delle fibre di amianto, che le tute per smaltimento Eternit non siano porose, e devono quindi essere fabbricate con materiali appositi, ben diversi dalla normale tela leggera delle tute da lavoro. A completarla occorreranno stivali di gomma, alti e lisci, così da permettere un lavaggio semplice e completo, e guanti robusti, che non rischino di tagliarsi sui bordi spesso affilati dei pannelli in rimozione; oltre a questo, naturalmente, servirà una maschera completa, che protegga il viso, gli occhi e soprattutto le vie respiratorie dell’operatore con appositi filtri, o addirittura con un sistema di respirazione a bombola.

Passando alle attrezzature richieste per lo smontaggio dei pannelli durante lo smaltimento Eternit, queste includono i normali strumenti utilizzati in edilizia o in carpenteria, e quindi cacciaviti, tenaglie, pinze e attrezzi simili; se ne aggiungono però due più atipici, la cui importanza è però fondamentale. Il primo è un spruzzatore per l’acqua, con il quale è necessario bagnare il pannello prima di cominciare la lavorazione e anche saturare di umidità l’ambiente circostante: l’umidità è infatti preziosa durante lo smaltimento Eternit, perchè mantiene l’amianto compatto e non permette il suo sfaldamento e quindi la diffusione delle fibre. Il secondo è una serie di pennelli e spazzole, con i quali sarà necessario ripulire da qualsiasi traccia di amianto residua le strutture murarie. Ovviamente, per evitare di sollevare e diffondere fibre di amianto, andranno evitati martelli e simili strumenti di demolizione: durante lo smaltimento Eternit le lastre non devono rompersi.

Per finire, lo smaltimento Eternit si conclude con il trasporto in discarica dei pannelli rimossi; per tale fase si impiegano appositi sacchi di plastica robusta, così da non essere perforati o tagliati da eventuali frammenti affilati o appuntiti dei pannelli stessi. Per assicurare che lo smaltimento Eternit si svolga in piena sicurezza, questi sacchi dovranno essere chiusi ermeticamente con appositi sigilli da amianto, e trasportati infine in una discarica appositamente attrezzata per gestire rifiuti di questo genere. Tutte le attrezzature non monouso dovranno infine essere accuratamente aspirate e lavate, così da eliminare ogni residuo di amianto.