Cosa sono e a cosa servono i controlli non distruttivi

I controlli non distruttivi o prove non distruttive (la cui sigla è CND o PND) sono gruppi di esami, prove e rilievi, insieme di procedure o tecniche che hanno l'obiettivo di valutare e giudicare l'integrità di materiali o manufatti senza però alterarne o compromettere l'integrità dell'oggetto in questione.

Questo tipo di controlli e prove vengono effettuate per ottenere le informazioni che servono per valutare l'accessibilità del manufatto.

Ovviamente questo tipo di prove devono essere necessariamente condotte da personale esperto e formato adeguatamente, ritenuto idoneo ad effettuare proprio la valutazione del grado di affidabilità ed anche i limiti del metodo di giudizio utilizzato e soprattutto dei risultati ottenuti. 

Anche i documenti relativi alla procedura di ispezione devono riportare il livello di competenza del personale.

Eventuali difetti o anomalie riscontrate.

La fase di rilevazione del difetto consiste nell'osservazione dell'eventuale difetto di un manufatto e anche la definizione della sua natura.
Si indica con il termine anomalia ogni situazione che rende il manufatto non del tutto corrispondente al progetto dello stesso; invece si definisce difetto una qualsiasi anomalia nel materiale di costruzione che possa causare una eventuale rottura dell'oggetto. I difetti, quindi, possono essere conseguenti a problematiche metallurgiche o di lavorazione, essere precedenti alla messa in servizio o successivi al lavoro svolto. 
Una volta trovato il difetto, è possibile stabilire se la difettosità è accettabile o meno, a seconda delle normative o dei requisiti contrattuali. 

Tipologie di controlli non distruttivi.

Per quanto riguarda le prove non distruttive, ci sono diverse tipologie di esame. Innanzitutto quello visivo è il tipo di controllo principale ed il primo che deve essere effettuato. Il metodo che utilizza i liquidi penetranti si basa sul contrasto cromatico tra una sostanza liquida che penetra per capillarità nel difetto.

Successivamente si trovano le radiografia, l'utilizzo degli ultrasuoni, quello delle correnti indotte che studia la variazione di impedenza di una bobina in funzione.

Altre tipologie di prove non distruttive sono quelle di tipo magnetico (che verifica le variazioni delle alterazioni del flusso), quelle ad emissione acustica, quella termografica (che analizza la risposta termica in presenza di discontinuità), le prove di tenuta e di rilevazione delle fughe e quella dell'estensimetro.

Trattamenti termici.

I trattamenti termici sono dei cicli termici in prestabilite condizioni e temperature a cui si susseguono dei raffreddamenti di durata variabile, che hanno lo scopo di far assumere ad un metallo alcune strutture cristalline che gli permettono di ottenere determinate caratteristi meccaniche o tecnologiche.
Le tipologie di esecuzione di trattamento termico sono fondamentalmente due, ovvero quello termico in forno e quello di tipo localizzato. Questa distinzione si fa in base all'estensione del manufatto da trattare, ovvero se ci sia la necessità di trattarlo interamente oppure solo in una parte.