Memoria ed età. Lo psicologo ci spiega cosa accade.

Che cosa succede alla nostra memoria col passare degli anni? Poiché è un problema che riguarda tutti noi, gli psicologi hanno cercare di comprenderlo con numerosi studi.

Il dott. Cosimo Santi psicologo Firenze, spiega che per trovare una relazione tra età e capacità mnemoniche, i ricercatori hanno usato dei test basati sulla quantità di cifre udite che un individuo può ricordare.

Si è così dimostrato che un bambino di due anni e mezzo può ricordare 2 cifre; uno di quattro anni 4 cifre; uno di sette anni 5 cifre e uno di dieci anni 6 cifre. Questo aumento delle capacità di memorizzazione avviene poi più lentamente fino a raggiungere la media di 7 cifre tra i quindici e i trent'anni. Dopo tale età però, inizia un lento e progressivo declino cosicché tra i cinquanta e i sessant'anni la quantità di cifre ricordate scende a 6.

I risultati di questi studi sono stati ampiamente dimostrati, tuttavia, chi ha oltrepassato i trent'anni non si deve scoraggiare, perché tali conclusioni si riferiscono solamente alla capacità di memorizzare numeri. Nella vita reale ciò che conta sono le strategie psicologiche usate per memorizzare il materiale e la varietà dei tipi di apprendimento ai quali siamo sottoposti.

Ad esempio, è stato ampiamente dimostrato che nel processo di memorizzazione sono fondamentali l'emozioni provate durante l'apprendimento, nonché l'abilità nell'organizzare il materiale appreso e soprattutto l'interpretazione che ne facciamo. Infatti, nel tentativo di dare senso a ogni situazione che si presenta, ciascuno di noi fa riferimento alle proprie esperienze passate, alle proprie attitudine e aspettative. In tal modo, l'interpretazione diviene un processo personale che influenza profondamente la correttezza di un ricordo.

Del resto, gli psicologi segnalano che molti adulti col passare del tempo abbandonano ogni ambizione intellettuale, con la giustificazione che hanno superato l'età per apprendere o che imparare e ricordare sono cose da giovani.

In realtà, se è vero che in età senile l'apprendimento diviene più difficoltoso, è altrettanto vero che la capacità di ricordare materiale significativo può continuare ad aumentare per un tempo considerevole.

Infatti, con il trascorrere degli anni l'adulto diviene più efficace nell'uso della sua memoria, perché ogni cosa imparata si poggia su solide basi di conoscenze e di esperienze.

In più, l'adulto ha una gamma più ricca di interessi e non è legato a programmi di studio definiti, questo significa che quando decide di apprendere qualcosa è ben motivato a raggiungere l'obiettivo e la sua maturità psicologica lo porta ad analizzare le cose con maggior profondità: a differenza del bambino che prima memorizza e poi capisce, l'adulto prima capisce e poi memorizza.

Non invidiamo quindi la miglior capacità mnemonica dei giovani: ciò che più importa sono i fattori intellettuali che l'adulto possiede in maggior quantità e che lo avvantaggiano.

Tuttavia, è bene ricordare che la mente va sempre allenata e non ci si deve accontentare di quanto si è acquisito nel periodo scolastico. A volte, invece, terminati gli studi ufficiali si abbandona ogni attività intellettuale, accontentandosi di una occupazione professionale abitudinaria.

Gli psicologi consigliano di avere interessi molteplici, trovare le motivazioni verso continue conoscenze, affrontare nuovi problemi, rinnovare il pensiero tenendo viva la mente. In questo modo ci sentiremo sempre efficienti, attivi con una memoria lucida e vivace… nonostante l'età.